L’ansia post transfer è una reazione emotiva molto comune in chi decide di intraprendere un percorso di pma. I primi giorni successivi alla fecondazione sono infatti quelli più delicati ed è del tutto normale provare angoscia e paura per quanto possa accadere. In alcuni casi, inoltre, il tentativo in atto potrebbe non essere il primo e l’esperienza vissuta in passato potrebbe condizionare e influenzare negativamente la serenità del singolo o della coppia. Insomma, provare ansia sia prima che dopo la fecondazione assistita è una condizione che riguarda moltissime coppie alle prese con percorsi di pma. D’altra parte in questi casi il desiderio di una gravidanza è talmente forte da condizionare fortemente l’umore e le azioni delle singole giornate. Ciò che conta è non lasciarsi sopraffare da queste emozioni, ma riconoscerle e provare a gestirle in modo corretto.
Ansia post transfer: l’attesa delle beta
D’altra parte, chi decide di intraprendere un percorso di fecondazione assistita, si ritrova inevitabilmente a dover gestire numerosi momenti altalenanti oltre che periodi di forte ansia e stress. Questo a causa dell’incertezza che accompagna il percorso, ma anche del vissuto personale e della storia che ogni coppia ha alle spalle. Sapere come affrontare questo percorso può quindi fare la differenza, aiutando a vivere meglio e con il giusto approccio ogni singola fase. L’ansia post transfer, ad esempio, generalmente raggiunge i suoi massimi livelli nel giorno del test di gravidanza. L’attesa del risultato, infatti, può essere molto faticosa mettendo a dura prova la serenità della coppia. In questi casi, è fondamentale lavorare sul concetto di accettazione. A questo punto, infatti, non è più possibile fare nulla per cambiare il risultato. La coppia ha già fatto tutto ciò che era nelle proprie possibilità e non deve far altro che attendere. È importante comprendere che l’esito, sia esso negativo o positivo, non dipenderà da comportamenti, azioni o atteggiamenti assunti durante l’attesa.
Come gestire l’ansia post fecondazione
Per vivere il post transfer più serenamente, è quindi bene concentrarsi su quanto fatto e smettere invece di controllare eventuali sintomi e segnali corporei riferiti a un possibile concepimento. Non solo, altrettanto utile è evitare di trascorrere tutto il tempo pensando al possibile esito, così da rimuovere preoccupazioni e ansie che rischierebbero solo di rovinare la qualità delle giornate. È difficile, certo, ma non impossibile. In questi casi, ad esempio, un supporto psicologico può essere molto utile, in quanto offre la possibilità di dare voce alle proprie emozioni e individuare le strategie più adatte per affrontare eventuali ansie e paure. Uno psicologo specializzato in pma, in particolare, possiede l’esperienza e la sensibilità più adeguate per supportare la coppia in questo percorso difficile e fatto di alti e bassi. Si tratta di un aiuto prezioso che offre un sostegno importante e indispensabile per vivere questo viaggio con la massima serenità e consapevolezza.

Psicologa per ansia dopo PMA: a chi rivolgersi
Nel mio lavoro come terapeuta nell’ambito dell’infertilità di coppia, ad esempio, accompagno donne e coppie anche durante i percorsi di procreazione medicalmente assistita, offrendo uno spazio di sostegno psicologico attento, competente e rispettoso dei tempi emotivi di ciascuno. Il mio supporto riguarda tutto il processo, dalla scoperta dell’infertilità all’inizio del percorso di pma, alla successiva gravidanza. Il mio approccio, in particolare, mira a far sì che le coppie affrontino questo percorso con maggiore consapevolezza, dando spazio a emozioni come rabbia, frustrazione e paura e trasformandole in risorse per ritrovare equilibrio e serenità. Non solo, il mio sostegno integra anche tecniche corporee mirate a favorire il rilassamento e la connessione con il proprio corpo. Se desideri prenotare un appuntamento, invia pure una mail a giuly.papini@gmail.com. Sono pronta ad ascoltarti e fare del mio meglio per aiutarti ad affrontare questo percorso.

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