Come superare il lutto di un genitore? La perdita di un genitore rappresenta un evento molto doloroso e traumatico, indipendentemente dall’età in cui si verifica. Perdere la mamma o il papà significa infatti chiudere un capitolo importante della propria vita e, soprattutto, dire addio a quelli che possono essere considerati “i pilastri” della propria esistenza. Quando muore un genitore non si perde soltanto una persona cara. Dire addio alla propria mamma o al proprio papà significa anche perdere una parte di sé o perlomeno un piccolo tassello della propria identità.
Morte di un genitore: significato e conseguenze psicologiche
D’altra parte i genitori rappresentano anche l’affetto incondizionato, la forma più alta d’amore che si è destinati a conoscere. La mamma e il papà sono le prime persone con le quali stabiliamo una relazione affettiva e sono spesso le uniche che ci conoscono veramente.
La loro morte provoca la scomparsa dei bambini che siamo stati. Da qui nasce la sensazione del sentirsi orfani anche in età adulta. Ci sentiamo soli perché non possiamo più contare su nostra madre o nostro padre per sentirci protetti, sostenuti, difesi e amati. Tutto questo è assolutamente normale e non bisogna vergognarsi del proprio dolore. Piuttosto è giusto riconoscerlo, viverlo e prendersi il tempo necessario per elaborarlo e superarlo. A questo proposito, non ci sono tempistiche standard, ma è tutto molto personale.

Come superare la morte di un padre
Ogni figura genitoriale poi ricopre un ruolo differente e racchiude un’insieme di valori, emozioni e ricordi a cui i figli risultano profondamente legati. Il padre, ad esempio, è una presenza molto importante, una figura che offre sicurezza e solidità alla famiglia. Nel caso dei figli maschi poi, il padre rappresenta il punto di riferimento principale per la costruzione della propria identità maschile e sociale. Il padre è il primo modello di mascolinità con cui il figlio si confronta. La sua morte spinge a interiorizzarne i valori, cercando un’autonomia completa e ridefinendo il proprio ruolo nel mondo. Spesso, però, soprattutto in culture tradizionali, ci si aspetta che il figlio maschio diventi il nuovo “capofamiglia”. Questo può portare a reprimere il proprio dolore per farsi carico del supporto emotivo ed economico dei propri cari. Si tratta di una condizione pericolosa che, a lungo andare, può sfociare in ansia e malattie depressive.
Morte del padre per una figlia
Diverse sono invece le conseguenze della morte di un padre per una figlia. In questo caso, infatti, la figlia non perde solo un modello, ma soprattutto una figura di protezione, il “porto sicuro”. La morte del padre determina quindi la perdita di un modello fondamentale su cui è stato costruito il proprio senso di protezione e il rapporto con il mondo maschile. E’ facile perciò sperimentare senso di vuoto, smarrimento e un forte senso di solitudine. D’altra parte, la morte di un padre rappresenta la fine di un pilastro affettivo unico. Occorre dire addio ad una figura che incarnava sicurezza, che costituiva la guida, la logica e la protezione.
Come superare la morte di una madre
E se la morte di un padre può generare insicurezze e smarrimento, la perdita di una madre è uno dei dolori più forti e destabilizzanti che un figlio possa provare. In questo caso viene meno il legame primordiale, l’amore incondizionato e si perde un punto di riferimento fondamentale. A prescindere dall’età in cui si verifica, la morte di una madre ha conseguenze psicologiche profonde sui figli, che devono fare i conti con incertezze e crisi d’identità. Questa perdita crea un vuoto profondo che può generare un forte senso di smarrimento, come se venisse a mancare la propria “bussola vitale”. Inoltre, come tutti i lutti, anche quello relativo alla perdita dei genitori, si manifesta con fasi diverse e un dolore che può arrivare a ondate e non è sempre lineare.
Come superare il lutto di un genitore: l’importanza del supporto psicologico
A questo proposito, il consiglio è sicuramente quello di dare voce a questo dolore e cercare il supporto delle persone care. E se questo non dovesse bastare, il mio consiglio è di rivolgersi ad uno psicologo specializzato proprio in questo ambito. Io, ad esempio, offro percorsi di terapia individuale per l’elaborazione del lutto a Roma e Ciampino. Il mio supporto è rivolto a quelle persone che si ritrovano a vivere una grande sofferenza in seguito alla perdita di una persona cara (genitori, coniuge, ecc.) e hanno la sensazione di non riuscire ad uscirne. Il dolore è un processo indispensabile di liberazione ed è necessario attraversare diverse fasi per rialzarti e riprendere in mano la tua vita. Con la tecnica EMDR (Desensibilizzazione e Rielaborazione tramite Movimenti Oculari), riusciremo a a rielaborare la perdita e a promuovere un percorso di guarigione. Se desideri prenotare un appuntamento, invia pure una mail a giuly.papini@gmail.com. Sono pronta ad ascoltarti e fare del mio meglio per aiutarti ad affrontare questo percorso.

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